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L' escursione "Scacchi e tabacco (VI)" in programma per il 28 Ottobre è annullata per improvvisi problemi famigliari e stiamo lavorando per un'alternativa

dom 21 ott

I Prati di Mugnano sono un parco molto ampio, che offre in ogni stagione numerosi motivi di interesse. L'escursione continua l'esplorazione della ricca rete di sentieri del parco iniziata da PassoBarbasso già alcuni anni fa. Raggiunta la Sella di Monte Mario, scenderemo comodamente a Battedizzo, per poi affrontare la ripida risalita verso la Commenda. Da qui, allargando il nostro cammino, raggiungeremo la vetta di Monte Mario, Piazza e Mugnano di Sopra, per poi scendere di nuovo verso Sasso Marconi

Torino
ven 28 set

Ad una settimana dalla competizione il comitato organizzatore dei Campionati di PastaBarbassa comunica il formato di pasta con cui i concorrenti si dovranno cimentare. Si gareggerà con le Penne Rigate (foto a fianco). La gara, ricordiamo, consiste nella preparazione di un sugo per pasta, che gusteremo in occasione della serata Trekking Gastronomico, il 28 Settembre in via Baltea 3 - Torino. Trovi i particolari dell'evento sul volantino link. Se pensi di cavartela bene ai fornelli fai ancora in tempo ad iscriverti alla gara (al momento ci sono quattro iscritti su un massimo di cinque consentiti).
Ti ricordiamo che l'evento Trekking Gastronomico è aperto a tutti, basta comunicare la propria adesione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o contattando Anna 320.2492605.

 

 

 

Giorno4: Lunedì 13 agosto 2018 – da La Vachette a Oulx a Torino
Dopo una notte stellata, la mattina piove. Si raccoglie tutto e si prende subito il bus per Oulx; rinunciando alla sosta a Claviere, a cercare il centro di accoglienza autogestito “Chez Jesus” e alla passeggiata attraverso le Gorge di San Gervasio.
Prima di partire, facendo colazione al campeggio, parliamo del nostro cammino con due turiste. Dicono che in Germania non si sa che c’è chi cerca di passare illegalmente il confine sulle montagne fra l’Italia e la Francia (nemmeno in Spagna pare lo si sappia). Raccontano di come a Monaco negli ultimi anni vi sia stata un’accoglienza molto aperta verso i profughi, ma che ora, con le elezioni regionali che si avvicinano, tutto è più incerto. Secondo loro circa la metà della popolazione è favorevole all’accoglienza, ma chi è contrario parla a voce molto alta. Bisogna trovare il modo di fare sentire la propria voce, ma non in quello stesso modo. Dicono anche che è una questione di distanza: quando ti avvicini e consideri chi hai davanti come una persona, senti e capisci. Ieri a Briancon hanno letto un manifesto che diceva più o meno così: se vedete qualcuno che ha bisogno di aiuto, non abbiate paura, date da mangiare e da bere e da vestirsi, è la legge della montagna. Forse quel manifesto si riferiva alla paura che si può provare personalmente di fronte agli sconosciuti, ma anche alla paura di essere perseguiti penalmente – ma la giustizia francese ha stabilito che non si può essere condannati per un gesto di solidarietà.
Leggiamo che la scorsa primavera a La Vachette è stata trovata una ragazza nigeriana, morta cadendo nel torrente, probabilmente mentre cercava di sfuggire alla polizia. L’autobus che ci riporta in Italia sale verso Montgenèvre e Claviere e scende verso Oulx. La strada è ripidissima; è chiaro che chi ne esce per nascondersi rischia moltissimo. Alla stazione di Oulx ci sono alcune persone forse provenienti dall’Africa, hanno vestiti leggeri. Nel parcheggio un furgone di Rainbow for Africa, una roulotte della Croce Rossa e un ricovero di emergenza, certamente della Croce Rossa. A quest’ora sono tutti chiusi. Facendo il biglietto del treno per Torino chiedo se da qui passano molte persone che vogliono attraversare il confine. Il bigliettaio stringe un po’ le spalle. E’ una persona gentile, ma non sembra avere molta voglia di parlarne.
A Torino qualcosa cambia: mentre in montagna tante delle poche persone con la pelle un po’ più scura sembravano in fuga o in attesa, qui sono di più e hanno da fare come tutti. Una pattuglia della polizia controlla quattro ragazzi che vogliono partire con il treno per Milano. Evidentemente hanno tutto in regola, documenti e biglietti. Devono aspettare un po’, ma poi salgono. Passeggiando fuori dalla stazione incrociamo via Antonio Gramsci e guardiamo la vetrina del ristorante “Gramsci”.

Con questo viaggio – per noi denso di incontri – ci eravamo proposti di raccogliere informazioni e riflettere, camminando con la mente e con il cuore. Ora che tanto si urla e si cavalca la cronaca, proponiamo una breve lettura di più ampio respiro, che – nel suo piccolo – apre un orizzonte più ampio sulle questioni delle migrazioni.

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Nerio e Manu

 

Giorno3: Domenica 12 agosto 2018 – da Plampinet a La Vachette a Briancon
Chi ci ha accolto a Plampinet, nell’albergo Cleida, dopo la colazione ci ha detto che quest’anno durante l’estate non si è visto quasi nessuno che aveva passato il confine illegalmente. L’estate scorsa invece erano stati tanti. Pare che non volessero fermarsi in Francia, ma andare in Inghilterra. Dice che è un problema grosso, che c’è paura, che bisognerebbe distinguere chi vuole fare bene da chi vuole fare male, che in Francia non c’è tanto lavoro, ma che qualcosa si può fare.
Una coppia slovena, in bicicletta, ci dice che le Alpi cambiano tanto seguendole verso sud; il clima è più caldo e ci sono tanti pini.
Sulla porta della toilette pubblica del paese c’è un manifesto un po’ strappato che dice “Les frontières tuent. Solidarieté”. Ci rimettiamo in cammino verso Briancon, lungo il torrente Clarée. Il cammino è dolce, ma ci facciamo tentare: prima da una ripida deviazione verso una grotta scavata sul fianco della vallata, poi da un gioco per i bambini che camminano lungo il sentiero.
Nel pomeriggio arriviamo al campeggio di La Vachette. Ancora un’ora abbondante di cammino per Briancon, seguendo ancora il torrente e passando attraverso le fortificazioni della città, assediata per tre mesi nel 1815 dalla coalizione anti-francese che comprendeva anche il regno di Vittorio Emanuele I Savoia.
Andando verso la stazione, per prendere l’autobus che riporta a La Vachette, si passa davanti al centro sociale MJC, dove sono accolte persone arrivate da altri paesi. L’autobus sta per partire, non c’è tempo per fermarsi. L’atmosfera di fronte al MJC è molto tranquilla; forse stanno preparando una cena all’aperto; una donna scende dall’auto e abbraccia un uomo che le va incontro. Leggi nella sezione "Notizie" le altre parti del diario.

 

Giorno2: Sabato 11 agosto 2018 – da Pian del Colle a Plampinet
Anche al campeggio “Pian del Colle” (che è sulla strada che porta in Francia) ci raccontano di avere aiutato persone che, in inverno, avevano cercato di attraversare il confine. Un ragazzo era quasi assiderato. Lo hanno riscaldato e hanno chiamato la polizia, che lo ha rassicurato dicendo che non lo avrebbero rimandato via. Da questo ragazzo hanno ricevuto gratitudine, ma a loro volta sono stati grati a lui.
Il campeggio è una cooperativa e nell’ufficio è appeso il quadro di Pellizza da Volpedo: “Il quarto stato” – che oggi potrebbe essere ridipinto (e forse c’è chi lo ha già fatto) con persone con la pelle scura, che arrivano da altri paesi.
Dal campeggio saliamo verso i rifugi: il “Terzo Alpini” e il “Re Magi” (un nome che oggi risuona significativo). Questi rifugi sono un’isoletta italiana in un territorio diventato francese in seguito all’aggressione che il regno d’Italia, con il suo governo fascista, compì nel 1940. Il sentiero è molto bello e sale dolcemente. Il confine non è segnato; cambiano solo i cartelli sui sentieri: non più bianchi e rossi, ma gialli.
Al Terzo Alpini cerchiamo una ragazza che non conosciamo; è amica di una nostra amica. E’ un bell’incontro. C’è il sole. Siamo felici. Ci racconta che anche lì sono arrivate persone che cercavano di andare in Francia. Forse volevano passare dal Colle della Scala e avevano sbagliato strada. Sono state aiutate e riporate a valle. Qualche tempo fa sul versante francese c’è stata una manifestazione di gruppi ostili a chi arriva da altri paesi – sovranisti? isolazionisti? nazionalisti? razzisti? A quanto pare avevano installato reti simboliche sul confine, per proteggerlo.
Leggiamo che i sindaci di Bardonecchia e di Nevache, dopo questa iniziativa, hanno dichiarato: “noi non smetteremo mai di soccorrere le persone in difficoltà perché questo è il nostro dovere”.
Dal rifugio saliamo fino al Lago di Thures, poi scendiamo a valle, per mangiare e dormire a Plampinet. La salita è molto ripida e la discesa lunga. Incontriamo una piccola cappella quasi indiana per i tanti colori: Notre Dame de Bonne Rencontre.

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Siamo partiti pensando che come escursionisti era importante essere consapevoli che su sentieri come quelli su cui facciamo le nostre passeggiate camminano persone che cercano di spostarsi verso paesi dove non ci sono guerre e dove la ricchezza è maggiore. Ci proponevamo di esserci, pensare, riflettere, raccogliere informazioni. Ecco il nostro diario diviso nei 4 giorni di viaggio. Consigliamo anche la lettura di questo articolo.
Nerio e Manu

Giorno1: Venerdì 10 agosto 2018 – arrivo a Bardonecchia
Bardonecchia è una città turistica, ma da mesi è anche una meta per chi cerca di attraversare il confine, senza avere tutti i titoli richiesti. E’ con queste persone che vengono in contatto i volontari che abbiamo incontrato: volontarie e un volontario di associazioni (Rainbow for Africa, Caritas, Croce Rossa, Soccorso Alpino) che con la propria presenza e portando cibo, bevande e vestiti sostengono un progetto degli enti locali che ha lo scopo di aiutare chi arriva alla stazione e si trova in condizioni di disagio, smarrimento e, soprattutto in inverno, anche di immediato pericolo. Il progetto utilizza alcuni locali una volta della polizia di frontiera.
Chi vuole attraversare il confine lo fa con le proprie motivazioni personali e non è detto che queste motivazioni spingano tutti nella stessa direzione e nello stesso luogo; c’è chi vuole andare in Francia per rimanervi, c’é chi vuole andare in altri paesi. C’è anche (certamente molti di meno) chi dalla Francia viene in Italia. Basta avere un amico in un paese o nell’altro per volerlo raggiungere.
Il progetto e i volontari danno a chi ne ha bisogno la possibilità di riposare, mangiare, andare in bagno e avere dei vestiti caldi (ovviamente questi sono vitali durante l’inverno, ma anche in estate può fare molto più freddo che in pianura). E’ presente un mediatore culturale che fa capo ai comuni della zona e alla questura e dà le indicazioni necessarie per restare, o per rientrare, dentro le regole dell’accoglienza definite dagli accordi europei e dal governo italiano, consigliando di rinunciare alla traversata e di rivolgersi al centro di accoglienza di Settimo Torinese. I volontari aiutano queste persone senza giudicarle; senza chiedere troppi “perché” e senza dire “ma”.

Torino
ven 28 set 2018

 
Torna l'appuntamento con PastaBarbassa!
Venerdì 28 settembre 2018 - ore 20 - Via Baltea 3 -  Torino
PassoBarbasso ha il piacere di invitarti ai Campionati di PastaBarbassa, gara di abilità culinaria quest'anno alla 4a edizione. La gara consiste nella preparazione di un condimento per pasta. Seguirà l'assaggio dei sughi concorrenti da parte dei presenti e successivamente la proclamazione del vincitore. Soprattutto, la serata sarà un modo simpatico per vederci tutti insieme in un occasione diversa dalle escursioni e per presentare l'associazione a chi non la conosce ancora. Leggi nel volantino i dettagli dell'evento e come fare a prenotarsi per la serata o iscriversi alla gara. La serata è aperta a tutti. Vi aspettiamo numerosi!

Info, iscrizioni e chiarimenti: Anna 320.2492605
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